E ogni volta che viene giorno
ogni volta che ritorno
ogni volta che cammino e
mi sembra di averti vicino
ogni volta che mi guardo intorno
ogni volta che non me ne accorgo
ogni volta che viene giorno
E ogni volta che mi sveglio
ogni volta che mi sbaglio
ogni volta che sono sicuro e
ogni volta che mi sento solo
ogni volta che mi viene in mente
qualche cosa che non c'entra niente
ogni volta
E ogni volta che non sono coerente
e ogni volta che non è importante
ogni volta che qualcuno si preoccupa per me
ogni volta che non c'è
proprio quanto la stavo cercando
ogni volta
ogni volta quando....
E ogni volta che torna sera
mi prende la paura
e ogni volta che torna sera
mi prende la paura
E ogni volta che non c'entro
ogni volta che non sono stato
ogni volta che non guardo in faccia a niente
e ogni volta che dopo piango
ogni volta che rimango
con la testa tra le mani
e rimando tutto a domani
Se gli Stati Uniti avessero invaso il Messico. Se la Francia avesse occupato l'Algeria. Se l'Australia avesse dichiarato guerra alla Papua Nuova Guinea. Se il Giappone avesse annesso la Manciuria. Se l'Italia tornasse di nuovo in Libia con le cannoniere.Se tutto questo fosse successo nell'anno delle Olimpiadi negli Stati Uniti, in Francia, in Australia, in Giappone, in Italia. Le Olimpiadi si sarebbero tenute lo stesso in questi Paesi? In nome di cosa? Del WTO? Della globalizzazione? Del consumismo?
L'umanità ha un debito enorme nei confronti del Tibet, della sua cultura, dei suoi abitanti. Lo ha lasciato solo per quasi sessant'anni in nome della realpolitik. Un comportamento semplice da capire. Se sei grosso puoi invadere, distruggere, sterminare. Se sei piccolo e hai il petrolio, allora sono c...i tuoi. Cecenia docet. Iraq ridocet.
Il blog lancia oggi una petizione al segretario dell'Onu per un Tibet libero.
Inviate il messaggio:
"Free Tibet. Stop to the China Olympic Games"
al segretario delle Nazioni Unite e diffondete l'iniziativa.
<< È tanto che non ti scrivevo, che non prendevo carta e penna per dirti quello che a voce non riesco a dire…
Cazzo quante cose ho da dirti ora…
Perché mi hai fatto questo??
Perché hai sempre fatto finta di niente, perché gli hai permesso di farmi tutto questo??
Perché mi hai messa al mondo se poi dovevi lasciare 1 stronzo libero di distruggere la mia vita, perché sei stata ai suoi cazzo di giochi??
Perché non ti sei mai anche per un attimo scomposta quando entravi in camera mia e vedevi cosa stava succedendo??
Chi è l’uomo che hai sposato? In base a cosa ami un uomo del genere?
Chi sei tu per essere chiamata mamma??
In tutta la mia vita non sono MAI stata così incazzata, sdegnata, schifata…tu non mi hai protetta, non hai MAI fatto niente per aiutarmi, per salvarmi. Hai contribuito a rovinarmi al vita e con i tuoi silenzi e la tua indifferenza hai lasciato che facessi da puttana a mio padre e ai suoi amici come se fosse la cosa più normale del mondo…ma perché?? Io voglio sapere perché, mi devi dire perché, perché cazzo mi guardavi ancora come se la colpa fosse mia, come se fossi gelosa di quello che c’era tra me e lui…potevi prendertelo… a mo non interessava, sai cosa interessava a me?? Ti 6 mai chiesta cosa io volessi veramente?? Non era molto quello che vi avrei chiesto, certo sarebbe stato più semplice di quello che mi avete dato… a me bastava poter giocare come fanno tutte le bambine, vestirmi come tutte le bambine e fare quello che tutte le bambine fanno…non dovermi vestire con felpa e tuta “perché a 8 anni la maestra non ti può mica vedere quei lividi, poi la mamma e il papà vanno in prigione e tu vai in orfanotrofio da sola e per colpa tua anche XX rimane senza genitori” e io dovevo stare attente a 6, 7, 8, 9 anni a non far vedere niente, a non giocare con bambini più grandi che potessero capire, a non avvicinarmi troppo alle maestre, a stare zitta e buona in classe così passavo inosservata…VAFFANCULO…, vi ho protetti per 18 anni, sono stata zitta per 18 cazzutissimi anni e dopo essermi presa 1 sacco di botte e non solo, dovevo anche reggere il peso dei tuoi sguardi, le tue ripicche del cazzo, perché??
Adesso basta, sono io a non volerti più chiamare mamma, tu non sei mia mamma, 6 solo la persona che per 18 anni mi ha vestita e mi ha fatto mangiare, permettendo a suo marito di picchiarmi e di togliermi quei cazzo di vestiti che mi compravi…una madre è così, una madre ti protegge, ti vuole bene e per te fa qualsiasi cosa, una madre non sta con un uomo del genere, scappa e si porta la figlia dietro, una madre non entra in una stanza e vedendo la figlia chinata sul padre che al tiene per i capelli e ansima e suda e gode perché la costringe a fargli un pompino dice “fate piano perché devo dormire”, una madre non se ne va, piuttosto uccide il marito, piuttosto fa non so cosa ma salva la figlia…tu non sei una madre, non so cosa sei ma sono sicura che non 6 una madre.
Se io avessi visto XX che ti dava uno schiaffo ti avrei protetta, mi sari messa in mezzo, ti avrei portata via per sempre da lui, sarebbe bastato uno schiaffo…
…eppure io non sono una mamma, non so cosa voglia dire avere un figlio, non ho 50 anni e non sono nessuno per potermi ribellare a un padre, ma l’avrei fatto, chiunque l’avrebbe fatto, chiunque avrebbe lottato per difendere una persona alla quale vuole bene…tu no, perché?? Non mi vuoi bene??
Ho fatto qualcosa??
Ti ho delusa in qualche modo??
O forse volevi troppo bene a lui per fermarlo??
Ma se io non sono mai stata nessuno per voi perché sono nata?? Perché non avete abortito??
Perché non mi avete dato via?? Mi potevate abbandonare, far adottare, uccidere, sarebbe stato meglio, per tutti, eppure mi avete fatta nascere e crescere per questo??
Il mio scopo era quello di soddisfare lui e i suoi amici??>>
La mente soppesa e misura,
ma è lo spirito che giunge al cuore della vita
e ne abbraccia il segreto;
e il seme dello spirito è immortale.
Il vento puo' soffiare e placarsi,
e il mare fluire e rifluire:
ma il cuore della vita
è sfera immobile e serena,
e in quel punto rifulge
una stella che è fissa in eterno.
Cosa rende speciale un oggetto? L'uso che ne fate? La persona che vi ricorda? Il momento in cui l'avete comprato, ricevuto, trovato? E cosa rende speciale una persona? Il bene che le volete, oppure quello che questa stessa persona vuole a voi? Nella mia vita ho conosciuto un mare di gente, onde alte in grado di sommergere preoccupazioni e ansie, ma anche marosi immensi capaci di soffocare desideri e ambizioni. Conchiglie arenate sui sassi umidi, in grado di lasciarsi amare ma palesemente incapaci di ricambiare. Leggere telline che non sapevano difendersi dalle correnti, o timidi paguri insabbiati sotto un guscio di noce di cocco, e ancora simpatici gabbiani urlanti a mille decibel, statiche boe di plastica legate da cordami viscidi, sirene, lupi di mare, coraggiosi pirati orgogliosi dei loro vascelli.
Cosa rende speciale, ognuno di noi? Il tempo, forse, tiranno sovrano di tutti noi.
O il sentimento, troppe volte nascosto o a lungo taciuto per non urtare il placido scorrere delle acque.
Oppure, ancora semplicemente, ognuno di noi è speciale per qualcun'altro. E ognuno degli altri, è speciale per altri ancora. In una girandola di considerazione che - invevitabilmente!- tocca un pò tutti.
Sono i legami.
Le ambizioni, i sogni, le prospettive... tutto va in barca, al cospetto dei legami. Sono legami, lo dice la parola stessa, e ti tengono appeso a qualcosa, a qualcuno, a un momento che - inevitabile gioco del tempo e del destino! - arriverà quando meno te lo aspetti, e con sè porterà un carico di responsabilità che saranno il prezzo da pagare per amare qualcuno ed essere ricambiati.
Nella mia vita ho trovato persone speciali. E loro hanno trovato speciale me e - suppongo, visto che ancora mi sopportano e frequentano! - continuano a farlo. Del motivo per cui questo avvenga, francamente, non mi curo!
Ciò a cui tengo è continuare a sapere che queste persone, in ogni momento, in ogni attimo, in ogni tempo e in ogni spazio, ci sono sempre.